La storia del territorio del Gargano
Abitato fin dal Paleolitico restano tracce della presenza dell’uomo nelle numerose grotte abitate. Fra queste le più famose sono certamente la Grotta Paglicci, la Grotta Tegliacantoni e quelle in località Defensola, ma particolarmente affascinante è anche la Grotta Spagnoli e la zona Due ulivi. Soprattutto la Grotta Paglicci è particolarmente studiata in quanto per varietà di reperti, di pitture rupestri, fauna e flora è un esempio unico in Italia.
Particolarmente rilevante nel territorio garganico fu la civiltà Dauna che raggiungerà livelli di sviluppo davvero notevoli durante l’epoca del ferro, attestati dalle numerose stele ritrovate e dal culto religioso che si può intuire ricco e originale. Proprio quando la cultura Dauna è al culmine del suo sviluppo entra in gioco la Grecia e la sua colonizzazione. I motivi che decretarono la totale scomparsa della civiltà autoctona sono ancora interamente da elaborare. E’ vero ad ogni modo che le città Daune vennero in tutto sostituite da quelle greche.
Solo nella metà del IV secolo a.C. il Gargano entrerà a far parte della storia Romana. Ad arricchire notevolmente le città costiere in questo periodo è il commercio marittimo che mette in contatto oriente ed occidente. Sarà durante il periodo medievale che si verranno a sviluppare numerose cittadine in maniera totalmente spontanea, che daranno luogo a quelli che sono insediamenti ancora oggi presenti.
Particolarmente sostanzioso fu l’influsso Normanne e successivamente Svevo, che si riscontra a livello culturale ma soprattutto a livello architettonico. Chiese e castelli, organizzazione urbanistica delle città vennero poi riviste in periodo Angioino e Borbonico. Questa confluenza di culture tanto diverse ha dato modo al Gargano di svilupparsi in maniera originale e frizzante tanto che ad oggi è la regione trainante della Puglia, soprattutto dal punto di vista turistico.

